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Sabato, 26 Settembre 2026 10:30

Nessun accordo in maggioranza sul rinvio della Nuova Pescara, De Renzis (FdI) frena: "Necessario trovare una sintesi"

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Non nasconde la sua contrarietà a un ennesimo slittamento il consigliere regionale audito nella commissione comunale presieduta da Luigi Albore Mascia: "Non lo votai neanche quattro anni fa". Per lui la discussione dell'emendamento di Sospiri che sposta la fusione al 1° febbraio 2029 "va rinviata" per trovare una quadra che oggi non c'è
“Ad oggi non è stata trovata una quadra definitiva in maggioranza. Ritengo che sia opportuno far capire al presidente Sospiri che è necessario rinviare la discussione di questo emendamento, ma al momento la mia opinione personale è che sia inopportuna qualsiasi forma di rinvio”.Così il consigliere regionale e consigliere segretario dell'Ufficio di presidenza, Luca De Renzis (FdI), audito nella commissione comunale Nuova Pescara presieduta da Luigi Albore Mascia, sull'emendamento a firma del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri che sposta la nascita della fusione con Montesilvano e Spoltore al 1° febbraio 2029. Un emendamento che in aula dovrebbe approdare il 30 settembre, ma la cui discussione, secondo De Renzis, potrebbe slittare per consentire quel confronto che non ci sarebbe stato. "Al momento c'è chi parla di 2028, chi di fine legislatura e chi di nessun rinvio" ed è per questo, ha ribadito, che a suo parere ci si dovrebbe prendere più tempo per valutare quell'emendamento. Il fine dovrebbe essere quello di trovare una sintesi che, ne è certo, arriverà e a cui “mi adeguerò a quella che sarà la decisione perché sono orgoglioso e fiero di appartenere alla maggioranza di Marco Marsilio. Una maggioranza solida e concreta”. Nel suo intervento De Renzis ha ricordato che da quattro anni fa ad oggi la sua posizione non è cambiata. L'emendamento per il rinvio non lo firmò neanche in quell'occasione “perché avevo anticipato che dopo quei quattro anni ci sarebbe stato un altro rinvio e non mi andava di prendere in giro i pescaresi. Come potrei ora sostenerlo se non perdendo la credibilità che negli anni mi sono costruito?”, ha aggiunto, non risparmiando critiche alle amministrazioni comunali coinvolte nella fusione. “Mi sarebbe piaciuto avere una classe politica più di livello che purtroppo non ho trovato. Lo dico senza generalizzare, ma se ci fosse stata la diligenza e la volontà di fare Nuova Pescara, ci si sarebbe arrivati”.La questione per lui è proprio questa: “la si vuole fare o no Nuova Pescara? Perché sembrerebbe che non la si voglia fare o si agirebbe per agevolarla”" ha rimarcato ancora, affermando di non comprendere perché, se rinvio sarà, la data fissata sia quella del 1° febbraio 2029 e non l'autunno successivo, portando al voto i cittadini quando almeno due dei Comuni avranno terminato le loro consiliature. Un tema, questo, su cui è intervenuto il presidente Mascia, secondo cui quella data “replica quella che era la previsione nella legge Sospiri del 2023” e cioè “che indire elezioni e chiamata ai comizi elettorali non sia un compito che appartiene alla liturgia dei Comuni, alle amministrazioni e al sindaco, ma proprio per l'eccezionalità, questi compiti vengono demandati a un commissario di governo”. Se per Piernicola Teodoro (Costantini sindaco) tutto il parlare che si sta facendo in maggioranza lascerebbe il tempo che trova perché alla fine, ha sostenuto, sarà Roma a decidere, e per Massimiliano Di Pillo (Pettinari sindaco) nel centrodestra regionale vi sarebbe tutto tranne che una condivisione di intenti, dato che “non avete ancora idea di quello che dovrà essere il fine ultimo di questo emendamento”, per Carlo Costantini, promotore del referendum che istituì nel 2014 la Nuova Pescara, se si è arrivati a un nuovo rinvio c'è una responsabilità precisa: quella dell'amministrazione comunale di Pescara. Nel definire una "follia" quanto avvenuto fino ad oggi tra rinvii e perdite di tempo, Costantini ha sostenuto che è proprio perché “Pescara non ha fatto quello che doveva” che oggi Montesilvano e Spoltore vivrebbero la fusione come un'annessione. Invece di aprire tavoli di confronto e creare opportunità avrebbe accentrato tutto su di sé, come dimostrerebbe, ad esempio, ha sottolineato, la scelta di realizzare nel capoluogo adriatico il Palazzo della Regione. Per Costantini l'emendamento di Sospiri non sarebbe altro che “una pezza a colori che la Regione è stata costretta a mettere” di fronte al “fallimento amministrativo di Pescara”, ha affermato. Una posizione diametralmente opposta a quella di Mascia, per il quale invece l'emendamento di Sospiri è invece “una garanzia di inarrestabilità del percorso” che si sta portando avanti per arrivare alla fusione, che non può più essere discussa ha sottolineato, senza che qualcuno possa dire che non si è fatto abbastanza. Mancano quattro giorni al 30 settembre, data in cu l'emendamento a firma di Sospiri dovrebbe approdare in consiglio regionale, ma stando alle parole di De Renzis potrebbe esserci un rinvio della discussione per aprire quel confronto chiesto e trovare una sintesi che al momento, lo ha detto lui stesso, non c'è.
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