Stampa questa pagina
Sabato, 26 Settembre 2026 17:48

La Asl sull'ospedale di Penne: "San Massimo" complementare, non marginale

Vota questo articolo
(0 Voti)
Dati su personale, attività e investimenti presentati alla sala consiliare del comune. Pronto soccorso, entro fine anno prevista un'équipe medica stabile
L'ospedale "San Massimo" di Penne e il futuro dell'offerta sanitaria dell'area Vestina sono stati al centro di un incontro istituzionale che si è tenuto venerdì 25 settembre nella sala consiliare del Comune di Penne. Al tavolo, la direzione della Asl di Pescara, il sindaco di Penne Gilberto Petrucci, il consigliere regionale Leonardo D'Addazio e i sindaci dei Comuni del territorio vestino.L'incontro è stato l'occasione per illustrare le prospettive delineate dal nuovo atto aziendale della Asl di Pescara, con particolare attenzione al ruolo del presidio di Penne, al rapporto tra ospedale e territorio e al rafforzamento della rete dell'emergenza-urgenza.Il punto sulla dotazione di personale e attivitàIl direttore generale della Asl, Vero Michitelli, ha respinto l'idea di un ridimensionamento del "San Massimo". «L'ospedale spoke non è ancillare all'hub, è complementare. Non trascureremo mai l'ospedale di Penne», ha sottolineato, aggiungendo: «Non c'è stato alcun depauperamento e non c'è stata alcuna marginalizzazione».I dati citati dalla direzione mostrano una sostanziale tenuta della struttura. Il personale è passato dalle 305 unità del 2023 alle 309 previste per la fine del 2026, con una crescita della spesa di circa 2 milioni di euro nello stesso periodo. Penne assorbe circa il 14% delle risorse aziendali destinate al personale ospedaliero, a fronte di un peso proporzionale sui posti letto che si fermerebbe all'8%.Crescono anche le attività: in radiologia si è passati da circa 27.000 prestazioni nel 2023 a circa 31.000 nel 2025, pari a circa il 15% del totale aziendale. La teleradiologia consente inoltre ai professionisti di Pescara di visualizzare in tempo reale gli esami eseguiti a Penne.L'ortopedia e la carenza di mediciUn passaggio specifico ha riguardato l'ortopedia: i 4 posti letto previsti dalla programmazione regionale erano stati portati dall'azienda a 17, ma la riduzione attuale è temporanea ed è legata ai lavori di messa in sicurezza antincendio, il cui termine è previsto a breve. L'obiettivo è ripristinare la precedente capacità al termine degli interventi.Rimane aperto il nodo della carenza di personale medico, indicato dalla direzione come uno dei principali fattori che condizionano l'organizzazione sanitaria nei presidi periferici. La Asl sta intervenendo attraverso concorsi, prestazioni aggiuntive e l'integrazione tra professionisti dei diversi presidi aziendali.Sul fronte del pronto soccorso, l'azienda conta di disporre entro la fine dell'anno di un'équipe medica stabile, superando progressivamente il ricorso a collaborazioni temporanee. Gli accessi sono cresciuti da circa 14.000 nel 2023 a circa 16.000 nel 2025, con un andamento analogo nel 2026.I servizi confermati e il confronto con i sindaciIl nuovo atto aziendale conferma al "San Massimo" medicina generale, pronto soccorso, chirurgia generale, ortopedia, ginecologia e i servizi di radiologia, cardiologia, dialisi, laboratorio, farmacia, urologia, otorino, oculistica, terapia intensiva post operatoria e blocco operatorio.Il direttore sanitario Rossano Di Luzio ha richiamato il valore di una programmazione che tenga insieme qualità dell'assistenza, sostenibilità e disponibilità delle risorse professionali. Livio Del Duca, recentemente nominato responsabile della Uos direzione medica dei presidi ospedalieri, ha sottolineato il proprio legame con il "San Massimo", dove aveva già operato durante la fase più complessa dell'emergenza Covid.L'incontro ha dato spazio anche al confronto con i sindaci dell'Area Vestina, il cui dialogo proseguirà parallelamente all'attuazione del nuovo atto aziendale.
Letto 6 volte